![]() |
ALLA PRESENZA DEL MIO SIGNORE
![]() |
Ormai da quattro anni, tutti i giorni, una luce è accesa nella cappella dell’Annunziata, dove le Annunziatine di Potenza si ritrovano per animare l’Adorazione diocesana. Qui il Signore incontra cuore a cuore chi vuole sostare con Lui: adorare per lasciarsi amare da Dio, per imparare ad amare veramente noi stessi e gli altri, adorare per fissare il proprio sguardo in quello di Gesù e mettere nelle sue mani la nostra vita, far entrare i nostri problemi, le nostre paure e le nostre gioie nel mistero di Dio, nell’abisso del Suo amore per noi! Nella piccola chiesa dell’Annunziata è bello intrattenersi con il Signore e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto, essere toccati dall’amore infinito del Suo cuore. L’adorazione eucaristica è diventata un ‘impegno speciale’ per quante di noi quotidianamente offrono al Signore due ore della loro giornata. Quando per la prima volta ho partecipato all’adorazione e sono entrata alla presenza del mio Signore, sono stata colpita dal senso di serenità e di pace che si respirava. Mi sono guardata intorno e ho visto persone come assorte e rapite da una presenza invisibile ma reale, che tutte le assorbiva. Fissavano l’Ostia Santa esposta nell’ostensorio, facendo scorrere tra le dita il loro Rosario e muovevano le labbra in una instancabile preghiera, sensibilmente toccate dalla Grazia di Dio: tante persone diverse, ma tutte in stretta relazione con Dio, presente realmente nell’Eucaristia, alle quali Egli parla, con le quali stabilisce un rapporto, rispettando lo stato d’animo particolare, il momento della vita che ognuna sta attraversando. Una sensazione che porto con me è il sapere che il Signore in questa cappella è a disposizione giorno e notte per ascoltare, dialogare e soprattutto per donare tanto amore, quello che si coglie stando alla Sua presenza, nascondendosi nella tenda del cuore eucaristico dove sgorga l’acqua viva che disseta i cuori più assetati di amicizia, gioia e pace. L’esperienza di adorazione all’Annunziata è per me incontrare il Signore negli occhi, che prima che io parli già sa di cosa ho bisogno anche se vuole sentire la voce del mio cuore che sosta in gioioso silenzio ad adorarlo per poi uscirne rinvigorito, splendente e forte. Ogni giorno ritornare al Tabernacolo, sia di persona che con il cuore, mi porta ad essere contenta, pronta, a |
chiedere la Sua grazia, per imparare a seguirlo ed amarlo. Dalla “visita”, il silenzio contemplativo comunica una grande capacità di amare Dio e i fratelli; ci si sintonizza di più con i Suoi sentimenti e si scopre il Suo interesse salvifico per tutti, per la famiglia, per i giovani, per la comunità ecclesiale, per l’umanità intera! Domenica 25 Marzo sono andata, insieme ad altre sorelle del mio gruppo di Potenza, all’incontro diocesano mensile dei ministri straordinari dell’Eucaristia sul tema dell’adorazione, per sensibilizzarli a partecipare alla nostra adorazione che è per natura “diocesana”: voleva essere un richiamo forte a sostare volentieri in preghiera davanti al Tabernacolo affinché ogni ministro straordinario della comunione possa prendere coscienza del dono che gli è stato affidato. In un periodo in cui si è sottoposti al ritmo frenetico della vita moderna, si ha il bisogno di fermarsi, di pensare e di pregare; la preghiera personale e comunitaria trova poco spazio nella vita di ciascuno. Da qui la richiesta di dedicare tempo e spazio all’adorazione e alla meditazione per incontrare personalmente Dio. Alcune sorelle hanno presentato l’adorazione giornaliera nella cappella dell’Annunziata portando la loro esperienza e la bellezza che hanno colto nel viverla quotidianamente. Un invito a promuovere l’Adorazione Eucaristica nelle parrocchie, per rigenerarle internamente, per imparare ad essere adoratori, cioè custodi e intercessori in quel tempo prezioso di adorazione nel quale si ricevono molti benefici per le necessità personali e parrocchiali. Tutti i presenti sono stati invitati a dedicare parte della loro giornata a fare adorazione mettendosi in filiale ascolto, per accogliere tutto quanto proviene da Lui, a lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare gli altri. Adorare è entrare nell’esperienza del Paradiso, dare uno “sguardo al Tabernacolo”, visitarlo sovente per trarre fiamme di amore e di zelo, per ridare vigore al proprio apostolato, per riscaldare il cuore, per condurre tutti a Dio. La presenza di Gesù nel Tabernacolo deve costituire come “un polo di attrazione” per un numero sempre più grande di anime innamorate di Lui, capaci di stare a lungo ad ascoltare la voce e quasi a sentirne i palpiti del cuore. La Vergine Santissima, Madre di Gesù e Madre nostra, che adorò il Figlio di Dio fatto uomo la notte stessa della sua nascita e che tante altre notti a Betlemme e a Nazaret vegliò il suo sonno, sia il modello di tutti gli adoratori e adoratrici notturne di Gesù nel Santissimo Sacramento. Paola G. |